Mimmo Renna, l’unico allenatore del Lecce a vincere il “triplete”

Era il 1º Febbraio 2019 e Lecce piangeva un suo figlio, Antonio Renna, andato via poco prima di compiere 82 anni a causa di una commozione cerebrale che non gli ha lasciato scampo. Oggi, a 7 anni di distanza, la rubrica “Figli del Salento” ricorda l’uomo, prima ancora che lo sportivo.

Antonio “Mimino” Renna era nato a Lecce il 2 marzo 1937. La sua casa natale era proprio di fronte al vecchio campo “Carlo Pranzo”; bastava attraversare la strada ed era già all’ingresso del campo. Lì trascorreva i suoi pomeriggi e il “matrimonio” con il calcio fu immediato e veloce. Adocchiato dal presidente e allenatore della Juventina, il mai dimenticato Attilio Adamo, iniziò subito il suo cammino calcistico che lo avrebbe portato poi a raggiungere importanti traguardi. Il 4 ottobre 1953 ci fu l’inaugurazione, nel rione Castromediamo (feudo di Cavallino), del primo campo sportivo riservato alle squadre giovanili. Quel giorno, dopo la cerimonia con la presenza del Presidente della FIGC, l’Ing. Ottorino Barassi e la benedizione del campo si svolse una partita tra due squadre composte dai migliori giovani calciatori della città; in quella partita giocò il 16enne “Mimino” Renna.

Figli del Salento: Antonio “Mimino” Renna, l'unico allenatore del Lecce a vincere il "triplete" - Corriere Salentino

     Mister Adamo viste le non comuni qualità del giovane lo fece andare alla Fiorentina che lo dette in prestito al Livorno. Dopo la breve parentesi in Toscana ritornò a Lecce e con la squadra giallorossa disputò due campionati. Il suo esordio avvenne, a vent’anni, il 29 settembre 1957, alla prima giornata dell’unico campionato chiamato “1^ Serie Interregionale” (una “IV Serie” di Eccellenza). La sua prima partita fu, quindi, Lecce – Frosinone che finì con un clamoroso 10-0. Renna segnò tre gol, ma la partita, in seguito, dopo la quarta rinuncia del Frosinone, come da regolamento, la squadra ciociara fu esclusa dal campionato e quella partita fu annullata. Con il Lecce, come abbiamo detto, giocò due campionati con un totale di 57 partite (54 in campionato e 3 in Coppa Italia) nelle quali segnò 20 gol. Nell’estate del 1959 fu ceduto al Bologna dove si mise subito in mostra nel suo ruolo naturale, quello di ala tornante, tanto da venir soprannominato “il Garrincha dei poveri” (Garrincha era la grande ala destra della nazionale brasiliana, campione del mondo nel 1958 e 1962). Con il Bologna, nel 1964, divenne campione d’Italia; fu il primo leccese a giocare con lo scudetto sul petto. Durante la sua permanenza al Bologna fu convocato è giocò due partite con la Nazionale B; il 20 marzo 1963 a Firenze contro la Bulgaria B (1-0), subentrò nel secondo tempo a Domenghini e l’8 maggio 1963 a Vienna contro l’Austria B (2-0), da titolare.

Nel 1961, con il Bologna, Renna vinse la “Mitropa Coppa”. Fu, quindi, anche il primo calciatore leccese a vincere un trofeo internazionale,

In serie A giocò 149 partite, con il Bologna (94), con la Lazio (32) e con il Varese (23) nelle quali segnò 22 reti. In serie B le sue partite furono 42, con il Varese (30) e con il Brindisi (12) con altre 13 reti. Chiusa l’esperienza in serie A, nei primi anni Settanta giocò i suoi ultimi campionati, con il Brindisi (ottenne una promozione in serie B nel 1971\72 e da allenatore dello stesso Brindisi un’insperata salvezza). Terminata la brillante carriera da calciatore partecipò al primo corso per allenatori a Coverciano che superò brillantemente; suoi compagni, in quel corso, furono Giovanni Trapattoni, Luis Suarez, Osvaldo Bagnoli, Giovanni Di Marzio, “Gigi” Simoni, ecc.

All’inizio del campionato di serie C 1975\76 il Lecce lo chiamò alla guida della squadra dopo sei giornate in seguito all’esonero di mister Nicola Chiricallo (una vittoria, due pareggi e tre sconfitte). Renna, allora 38enne, riuscì a portare la squadra ai primi posti e dopo un avvincente duello con il Benevento vinse il campionato e fece ritornare la squadra giallorossa in serie B dopo ben ventisette anni. Alla fine del campionato, il 29 giugno 1976, il suo Lecce sconfisse il Monza e vinse per la prima volta la Coppa Italia Semiprofessionisti. Tra settembre e ottobre si disputò il Trofeo Anglo-Italiano tra il Lecce e la squadra inglese dello Scarborough e Renna riuscì a vincerlo (ko per 1-0 in Inghilterra e vittoria a Lecce per 4-0). È stato l’unico allenatore, nella storia del Lecce, a vincere nello stesso anno, tre competizioni (il famoso “triplete”).

Per quella trionfale stagione, l’I.N.A. (Assicurazioni), lo premiò con la medaglia d’oro quale migliore allenatore di tutta la Serie C.

La sua carriera di allenatore non fu meno brillante di quella di calciatore; guidò, con successo, oltre il Brindisi e il Lecce anche l’Ascoli (“storico” il suo campionato 1977\78 con i bianconeri, affiancato dal suo fido “secondo” Aldo Sensibile; primo posto con due mesi di anticipo, con 61 punti davanti di 17 al Catanzaro e all’Avellino con 44 e promozione in serie A), il Bari, il Palermo, il Catanzaro, il Catania, il Taranto (altra promozione in serie B), la Casertana, il Livorno e negli ultimi anni anche il Casarano, il Nardò e chiuse con il Maglie nel 1996\97.

fonte: corrieresalentino.it

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